giovedì 2 febbraio 2012

Parla Femen Italia

Sono emozionata. 
Non sono di quelle donne che rigettano la propria fragilità, credo anzi che sia una grande ricchezza e dunque sì, sono emozionata e non me ne vergogno.
Quando ho ricevuto la mail da ‘La Rete delle Reti’ ho immediatamente capito che si stava realizzando un sogno. Ho vent’anni e parlo a nome di un collettivo ucraino – FEMEN -  fondato e costituito sostanzialmente da mie coetanee e non mi sono mai stupita dell’appoggio e della passione che condividiamo. 




Ma forse, data la mia età e incompiutezza, ho sempre desiderato che le nostre richieste non fossero frutto di un disagio non tanto "giovanile" quanto trasversale: in parole più povere ho sempre desiderato schierarmi al fianco di tutte le donne della mia famiglia e del mio paese per vivere all’unisono lo stesso genere di  sentimento. Alla luce di ciò, come posso rimanere indifferente all’abbraccio di altre donne che si pongono mie pari nella lotta per l’affermazione di un benessere diffuso?
Già il nome è esemplificativo di come la globalità della rete sia in realtà l’esasperazione della singolarità degli utenti che ne usufruiscono: trovo che sia necessario dare voce alle singole idee nell’ambito di una rete a maglie larghe che comprenda gli stessi pilastri di parità, solidarietà, equità.
Ho accolto la richiesta con entusiasmo e piacere e dunque ecco perché sono così emozionata.
Ma se è vero che noi donne attingiamo da una ricchezza emotiva senza eguali è anche vero che nessuno raggiunge i nostri standard in quanto a precisione sul lavoro.
Mettiamoci all’opera dunque.

CHI SIAMO
FEMEN è un progetto (recentissimo) nato solo nel 2008 e da allora si è sviluppato seguendo delle linee tracciate dalle fondatrici Anna ed Inna. Io le ho conosciute nel 2010 e da allora le seguo con ardore e passione. Sono coinvolta nel gruppo di supporto internazionale e ho avuto la ‘fortuna’ di poter dare inizio ad una cellula italiana che non fosse ancora dipendenza diretta di quella europea. Ad oggi FEMEN Italia costituisce un sogno ed un progetto e sta ancora cercando una propria identità: rimanendo pertanto fedele alle sue origini, stiamo cercando di applicare la FEMEN- filosofia alla realtà italiana, ancora così ricca di controsensi e inadeguatezze.

NOI E VOI
Il nostro ruolo all’interno di ‘La Rete delle Reti’ sarà di contribuire ai temi degli sfruttamenti e delle violenze di genere con la nostra personalissima impronta di giovani ‘esuberanti’ ma non per questo indifese.

C'E' SEMPRE UNA PRIMA VOLTA
Ritengo che i problemi che si accaniscono contro i deboli – e le donne come prime tra di essi  - debbano essere analizzati ed affrontati  sia con metodi ‘curativi’ che con metodi ‘preventivi’ affinchè possano essere limitati.  Noi siamo all’inizio del nostro percorso e subiamo le difficoltà della restrizione del nostro futuro a poche scelte. FEMEN si è rivolto inizialmente contro il tema della prostituzione, considerato come una vera alternativa nella società ucraina all’università per le ragazze appena diplomate. In Italia il concetto di fondo è invariato anche se magari acquisisce un aspetto differente. Sarà nostro interesse tener vivo questo dibattito e fornire, attraverso di noi, un canale d’espressione per tutte le ragazze e le donne che si sentiranno di condividere questo disagio.


GIOVENTU' E CREDIBILITA'
Se le donne in qualsiasi contesto subiscono l’insulto di non essere considerate come degne rivali, le giovani donne – soprattutto se ancora non inserite nel mondo del lavoro – soffrono dell’indifferenza altrui alle loro proposte. Il vostro progetto è estremamente interessante perché permette anche a gruppi come il nostro (da molti, ahimè, rigettato perché un po’ sopra le righe) di basarci su di una solidità che le nostre sole gambe delle volte non possono darci. Possiamo imparare molto dall’esperienza e dalla maturità altrui e speriamo di poter ricompensarvi con l’entusiasmo e la freschezza delle nostre idee.

LINGUAGGI E DIFFERENZE
Comprendersi è difficile.  Ma noi abbiamo gli strumenti per accordarci circa i significati importanti.  Quello che noi donne dobbiamo comprendere è che parlare lingue diverse non è un ostacolo ma un’enorme ricchezza. Eccoci dunque a sottoscrivere e condividere neologismi quali WOMANISM che rispondono perfettamente alle necessità che vecchie parole ormai logore non sono più in grado di darci!
Nuovo può essere bello se supportato dal lavoro e dalle critiche di prospettive diverse. Sono convinta che la cooperazione che questo progetto vuole creare sia costruttiva soprattutto se nata dal confronto.
A tale proposito sottolineo che noi di FEMEN annoveriamo molti uomini tra i nostri più accaniti sostenitori e, dunque, saremmo più che ben disposte ad accettarli tra le nostre file!

MENS SANA IN CORPORE SANO
Mi è particolarmente piaciuto il vostro riferimento alla struttura della mente. A tal proposito non ho potuto che pensare che, fisiologicamente, l’integrità della mente non può prescindere dal suo corpo. Non so quante di voi s’intendano di neuroscienze, ma è suggestivo il caso degli arti fantasma: quando un paziente si trova privato di un arto o di una parte continua ad avvertire sensazioni dolorifiche anche se ovviamente non vi è nessun riscontro fisico. E’ dunque importante che nessun arto venga escluso per non compromettere la salute psico-fisica del nostro progetto-mente. E noi di FEMEN non mancheremo a costituire una parte di questo stupendo corpo. Indovinate un po’ quale?
A tale proposito, vorrei che il nostro contributo fosse nel senso di un’educazione di tutte le donne al proprio corpo: la nostra società soffre sempre più fortemente del distacco di anima e corpo e mi piacerebbe che noi donne non fossimo ancora torturate dal sogno irreale di un corpo perfetto. Questo genere di educazione dev’essere stabilito dalle donne che in prima persona soffrono il disagio di un corpo meno ‘’perfetto’’ ma comunque bellissimo, o dalle donne che vivono il passaggio cruciale della menopausa o, ancora, da quelle che sono donne da pochissimi giorni e che forniscono, pertanto, tutte le potenzialità di una mente non ancora ‘costretta’.
E poi ancora, l’educazione sessuale e la crucialità della gravidanza: come questa ci cambia e come cambia il modo di rapportarci al mondo esterno.


In questo mio primo ‘pezzo’ ho toccato molti temi  ma non mi spaventa: sono anzi sicura che la collaborazione che sta iniziando mi fornirà una grandissima gamma di temi che non posso nemmeno immaginare. Auguriamoci tanta buona fortuna!
Un abbraccio a tutt* voi.
Enrica – FEMEN Italia



qui il gruppo fb FEMEN Italia
qui il BLOG di INNA




21 commenti:

  1. Non mi convincono le pose e gli sguardi in "camera" delle protagoniste attiviste di FEMEN in Svizzera.

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    1. Siamo così abituati alle immagini di copertina che non riusciamo a smettere di rintracciarle in ogni report fotografico. I giornalisti ed i fotografi svolgono il proprio lavoro puntando sugli elementi che più colgono l'attenzione: rintracciare in rete le FEMEN solo per il loro seno è ovvio, credere che siano solo questo è sciocco.

      Secondo,poi: l'esposizione a tali e tanti rischi è una ricompensa sufficiente per un pò di ''popolarità''?
      Il minimo è il carcere che segue ad ogni protesta. Questa settimana, con sommo nostro rammarico, una delle attiviste (solo 19enne) è stata BRUCIATA VIVA, PICCHIATA, STUPRATA ED ABBANDONATA.


      Non so se è l'ingenuità o lo scetticismo a fare danni maggiori al mondo!

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    2. OKSANA MAKAR, la giovane ucraina stuprata e orribilmente torturata e bruciata da tre aguzzini provenienti da famiglie potenti e per questo ancora a piede libero NON ERA UNA ATTIVISTA DEL COLLETTIVO FEMEN. Il collettivo Femen ha semplicemente (e giustamente) protestato per richiedere giustizia per la povera Oksana Makar. Se volete firmare la petizione per richiedere giustizia per Oksana al presidente dell'Ucraina, ecco il link: http://www.change.org/petitions/to-the-president-of-ukraine-justice-for-oksana-makar

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    3. Ah, volevo dire che pur essendo "anonimo"-in realtà anonima- perché non nessun account, non sono l'anonimo che ha postato il commento sopra, quello di Febbraio, per capirci!

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  2. bene; ringraziando anche a nome delle femen questo anonimo per la sua interessante osservazione, mi chiedo: ma che cavolo di osservazione è? a cosa serve? cosa vuol dire? Un lunghissimo intervento, pieno di cose intelligenti, domande profonde, ragazze di soli 20 anni che dedicano il loro impegno al mondo, in un sincero slancio verso il bene - quello di tutti: e questo è tutto quello che viene in mente di commentare?
    Certo; naturalmente, ci sono anche POSE e sguardi in camera: d'altronde certe performance si fanno per FARSI NOTARE e far così viaggiare il proprio messaggio, o no?
    Vorrei anche far notare, ai severi censori di questo movimento, che la scelta di utilizzare provocatoriamente, per comunicare, anche lo strumento del corpo e della nudità femminile, per queste ragazze ha un valore simbolico di tutto rispetto, sul quale bisognerebbe riflettere, prima di sparare a zero.
    A un' immagine del sè femminile provocante e sessualizzata, queste ragazze sono state INCHIODATE crudelmente, ad uso e consumo esclusivamente altrui, dalla MAFIA. Che a sua volta, sfruttando la povertà e l'ingiustizia sociale e politica, le sfrutta facendo soldi a palate nell'indifferenza generale, grazie a un sistema che ha fondamento in una sottocultura del maschile che non sa rispettare la donna.
    Ma questo NON vuol dire che il corpo, e la nudità, NON siano rispettabili; e NON vuol dire, soprattutto, che non sia un diritto, per persone impegnate per i diritti umani propri e degli altri, di utilizzare liberamente ANCHE I PROPRI CORPI per i PROPRI scopi, al di fuori da miopi moralismi.

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    1. perfettamente d'accordo. E restiamo unite nella diversità, guardando sempre agli obiettivi e ai lati positivi di ciascuna

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    2. Grazie. Un commento di grande intelligenza ed apertura mentale.
      Grazie per il vostro sostegno!

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    3. L'affare Femen è per me molto controverso.
      Le stimo perché portano avanti lotte che condivido e soprattutto perché con le loro proteste vanno incontro a conseguenze pesanti come gli arresti. E perché si arrampicano su balconi e cornicioni dei palazzi, mentre io soffro di vertigini.
      MA trovo i loro metodi di lotta estremamente problematici e addirittura anti-femministi. Le Femen usano il loro corpo come strumento per essere ascoltate, dicono.
      In un video su Youtube Sasha dice (sottotitolata in inglese) che le Femen "vogliono che la gente non pensi più alle femministe come a delle donne mascoline e pelose, ma come a delle bellissime donne nude". AH! Questa affermazione è a dir poco disgustosa! Essere belle (e nude) non è un prerequisito necessario per essere femministe, mia cara Sasha!
      Poi rispetto al fatto che i loro corpi siano stati sessualizzati dai media e non da loro stesse, io dico che è una grossa BALLA, fate un po' di ricerche. Guardate ad esempio la performance che hanno fatto per protestare contro le molestie sessuali nelle università: gambe divaricate e sederi protesi verso il pubblico, stivaloni di pelle col tacco altissimo, mutandine rosa da lolita; una succhia una penna con aria maliziosa. La pornificazione della protesta. L'ennesima mercificazione del corpo femminile. Le Femen sanno bene che nella nostra società il corpo femminile vende ogni prodotto. Ma il femminismo non è un prodotto!

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  3. Pieno supporto e appoggio a questo blog e a tutte le persone ke lo "vivono", il mondo a bisogno di voi della vostro sensibilità, del vostro immenso e innato Amore...
    quello ke ci vuole x cambiare la società, e il mondo intero!!!
    Complimenti!!!

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    1. grazie!!! che sollievo e che sostegno dà a tutte noi ricevere il supporto di uomini come Cristian :)

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  4. Brave. Alla faccia dei moralisti.
    :-))

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    1. Abbi il coraggio di rivolgerci le accuse anteponendo il tuo nome.

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  5. Patetiche manco un po'; alla faccia dei morlaisti :D

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    1. ri-patetiche. Penose figuranti esibizioniste. Stranamente tutte giovani e avvenenti vero? Ah quanto vi piace mostrarvi alla telecamera...

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    2. Sei tu il patetico, caro anonimo. Intanto te ne resti anonimo, e già questo la dice lunga, anche sulla vigliaccheria, e poi fai commenti inutili. Qualcosa sui contenuti? Ovviamente parlo di critiche e non di false adulazioni. Ma forse la tua testa è talmente vuota che parlare di contenuti è un pò un controsenso. Come diceva quel tale??? Beato te che non capisci un cazzo...

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    3. oh oh, si è scaldato il signorino... Contenuti dici? Ah si... Boh, ho riletto il delirio sopra e contenuti ne ho visti pochini... bla bla bla e basta.
      Femen... Grandi gnocche, niente da dire. La migliore pubblicità al corpo femminile come oggetto
      Fateci sognare, patetiche gnocche

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    4. oh oh, si è scaldato il signorino... Contenuti dici? Ah si... Boh, ho riletto il delirio sopra e contenuti ne ho visti pochini... bla bla bla e basta.
      Femen... Grandi gnocche, niente da dire. La migliore pubblicità al corpo femminile come oggetto
      Fateci sognare, patetiche gnocche

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    5. Vedo che sai leggere. Dunque, leggi.
      Quanta ignoranza gretta.



      http://www.facebook.com/photo.php?fbid=254575391295828&set=a.173802282706473.45766.170014293085272&type=3&theater


      Continuano, in tutte le forme, a rivolgerci la stessa domanda: "com'è che tra di voi ci sono solo delle bellissime ragazze?"

      La faccenda non fa che mettere in luce un punto critico della nostra società : un uomo può ricoprire un ruolo senza che si fregi di un giudizio positivo sul suo aspetto. Cos'ha una donna di diverso? Perchè mai il suo aspetto dev'essere un vincolo? Non può una donna bellissima essere al contempo intelligente? Quale assurda legge morale dovrebbe mai opporsi alla coesistenza di più qualità in una donna - senza che l'una rovini o sminuisca l'altra?

      E così, voglio rimandare i gentili (ma pigri) lettori, ad un commento già scritto qualche tempo fa.


      "Il collettivo è costituito di molte più partecipanti di quante manifestino più che altro perchè motivi di pudore intimo, comprensibilmente, possono rendere difficoltosa la pratica del topless.
      é rimessa a ciascuna delle ragazze la scelta di mostrarsi o meno. Non sono modelle, l'assicuro. Sfido chiunque a trovare una ragazza di vent'anni che non sia graziosa!
      Io sono una donna normale e le assicuro che le ragazze non hanno le misure 'da modelle'. Saranno alte ad occhio 1.70 e sono graziose,certo, ma non 'strafighe'. Forse le foto dei giornalisti sono ritoccate, ma dal vivo sono assolutamente indistinguibili dalla massa. Le 4-5 ragazze che manifestano sono forse più carine di altre (la bellezza non risponde a parametri oggettivi) ma sicuramente non sono state ''scelte'' per il loro volto : sono le prime ad aver fondato il movimento e le uniche ad avere la determinazione di spogliarsi e farsi arrestare.
      Se la ricerca sul web produce questi risultati non è mia responsabilità : i giornalisti e i blog personali utilizzano le foto che più gli aggradano e non sta a me poter scegliere. A me sta solo poter opinare che, trattandosi di dati di mia/nostra proprietà, sono o meno d'accordo sull'uso che se ne fa. Ma quando una foto diviene pubblica -ed anche un contenuto in generale - perdo ogni forma di controllo.

      Dimenticavo : la ragazza al centro della foto ha scelto di non manifestare più dopo che a Minsk le tre attiviste sono state rapite ed abbandonate nude in un bosco, sottoposte a minacce e percosse.
      Le altre due (la bionda Inna e la mora Oksana) sono invece tutt'ora attiviste e sono le due ragazze venute in questi giorni in italia (la terza bionda, in questa manifestazione assente, è invece Sasha).
      Queste tre sono attualmente quasi le uniche a manifestare e a sottoporsi a tutti i rischi che questo comporta."

      Ci sono ancora dubbi?

      (e i recenti sviluppo testimoniano le mie parole n.d.r.)

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  6. L'affare Femen è per me molto controverso.
    Le stimo perché portano avanti lotte che condivido e soprattutto perché con le loro proteste vanno incontro a conseguenze pesanti come gli arresti. E perché si arrampicano su balconi e cornicioni dei palazzi, mentre io soffro di vertigini.
    MA trovo i loro metodi di lotta estremamente problematici e addirittura anti-femministi. Le Femen usano il loro corpo come strumento per essere ascoltate, dicono.
    In un video su Youtube Sasha dice (sottotitolata in inglese) che le Femen "vogliono che la gente non pensi più alle femministe come a delle donne mascoline e pelose, ma come a delle bellissime donne nude". AH! Questa affermazione è a dir poco disgustosa! Essere belle (e nude) non è un prerequisito necessario per essere femministe, mia cara Sasha!
    Poi rispetto al fatto che i loro corpi siano stati sessualizzati dai media e non da loro stesse, io dico che è una grossa BALLA, fate un po' di ricerche. Guardate ad esempio la performance che hanno fatto per protestare contro le molestie sessuali nelle università: gambe divaricate e sederi protesi verso il pubblico, stivaloni di pelle col tacco altissimo, mutandine rosa da lolita; una succhia una penna con aria maliziosa. La pornificazione delle protesta. L'ennesima mercificazione del corpo femminile. Le Femen sanno bene che nella nostra società il corpo femminile vende ogni prodotto. Ma il femminismo non è un prodotto, è molto di più.

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