sabato 22 settembre 2012

Cosa vogliamo da una candidata donna

Tutto quello che vorremmo da una candidata donna lo vorremmo anche da ogni candidato uomo, beninteso. Ma stiamo cercando una candidata donna. E ora le diremo cosa vogliamo da lei. Qualche candidata donna ci leggerà mai? Ora, almeno per il PD, una candidata che ci piace ha osato sfidare muri di gomma e tetti di cristallo. Chissà se ce ne sono altre che si stanno preparando a farlo. A tutte, mandiamo un messaggio. Chissà, forse qualcuna risponderà. E il nostro messaggio prende spunto dalla Carta di Intenti del PD, su cui vorremmo dire con chiarezza: apprezziamo lo sforzo (altri non hanno fatto nemmeno quella), ma NON ci piace. E non ci piace perché, al di là degli “argomenti” condivisibili, di veri argomenti non ne porta affatto, e tantomeno impegni precisi. Suona piuttosto come un retorico elenco di slogan, secondo il consolidato metodo della politica pubblicitaria, privo di qualunque chiarezza sul come si intenda ottenere certi obiettivi. Noi invece vorremmo sapere, con esattezza, quali sono le azioni concrete che si intende attuare. Per esempio in relazione a una politica economica che incentivi davvero lo sviluppo di tecnologie sostenibili e dunque anche di nuove industrie e professioni. Oppure in rapporto a come ridare slancio a una spinta culturale e ideale fra le persone. A tutte le candidate donne, perciò, vogliamo dire cosa cerchiamo in una candidata da votare. Attraverso 7 spunti di riflessione, su:
  1. Corruzione, sprechi e privilegi della politica
  2. Contributo femminile: in politica
  3. Violenza contro le donne e contro i bambini 
  4. Condizione femminile, minoranze sessuali, donne immigrate
  5. Educazione, istruzione e informazione
  6. Lo stretto intreccio fra crisi economica, ambiente, lavoro e condizione femminile
  7. Partiti senz'anima e perdita di credibilità. 

Bene, cominciamo? Ci spieghiamo meglio nei punti per esteso che seguono:


• CORRUZIONE, SPRECHI E PRIVILEGI DELLA POLITICA
Cerchiamo una candidata donna che metta in cima ai propri sforzi la lotta alla corruzione. A partire dalle corruttele proprio nella politica. 
Nessuna ricetta contro la crisi e per l'equità può dare il minimo risultato senza mettere questo al centro. La corruzione è la prima causa della mancanza di risorseFuori tutti gli inquisiti e soprattutto i condannati dal Parlamento. I partiti escludano gli inquisiti dalle candidature e rendano pubblici i dati sui loro candidati. I privilegi indecorosi della casta siano aboliti. Il numero dei mandati abbia un limite preciso. Il conflitto di interessi venga risolto. Cerchiamo una candidata che dia importanza anche alla stratificazione di corruttele su cui riposano (e affondano) tutti gli enti pubblici, ivi compresi gli istituti per la sicurezza, per l'ambiente e per la previdenza sociale (inclusi Inail, Inps, ASL, ARPA eccetera). Istituti che hanno una gestione sciatta, quando non impegnata a scambiare favori e ad avviluppare le imprese in una rete infinita di obblighi, volti più a ricattare gli imprenditori che ad assisterli nella vera prevenzione e nella ricerca di soluzioni. Idem per le leggi sulla gestione del territorio oppure sugli adempimenti per le imprese, che sono tanto impossibili da rispettare, in certi casi, e tanto soggette a interpretazioni, da costituire terreni privilegiati per la politica delle mazzette.
• SUL CONTRIBUTO FEMMINILE: IN POLITICA
Cerchiamo una candidata donna che dimostri di avere a cuore l'equità di genere e di impegnarsi in primo luogo perché l'accesso alla politica sia garantito anche alle donne: che si esprima dunque chiaramente sull'obiettivo delle candidature politiche al 50 e 50. Cerchiamo una candidata donna che voglia riflettere sul dato statistico oggettivo (e del tutto trascurato e ignoto ai più) che le donne rappresentano solo una percentuale minima - che oscilla fra il 3 e il 6% - del totale dei condannati per reati di qualunque natura. Una candidata che tenga conto del fatto a ciò correlato (e riconosciuto) che, ricoprendo cariche dirigenziali o pubbliche, sempre le donne dimostrano di essere, statisticamente, notevolmente meno corruttibili degli uomini.
• VIOLENZA CONTRO LE DONNE E CONTRO I BAMBINI 
Cerchiamo una candidata donna che comprenda e dimostri che violenza, pedofilia e femminicidio non sono argomenti secondari, ma aspetti cruciali che ci riguardano tutti, da mettere al centro per una vera prevenzione e per la tutela dalla violenza. 
No alla legittimazione della cosiddetta sindrome della "PAS" che tende a vanificare i processi per pedofilia e violenza di genere. No alla reintroduzione di forme di "patria potestà" come quelle previste dal DDL 957 in via di approvazione nel totale silenzio dei media. Si ad azioni concrete contro il dilagare di anoressia e bulimia come gravi malattie sociali. Si al riconoscimento del reato di femminicidio. Si al sostegno concreto alle attività serie contro la violenza e la pedofilia. Si a progetti di comunicazione e di cultura per il rispetto delle donne e fra i sessi.
• CONDIZIONE FEMMINILE, MINORANZE SESSUALI, DONNE IMMIGRATE
Cerchiamo una candidata donna che guardi alla condizione femminile non come a un "problema" a sè da risolvere, o al problema di una minoranza: noi siamo la metà dell’umanità. E sulla nostra pelle si giocano le peggiori partite del potere dalla notte dei tempi. La condizione femminile attraversa e informa tutte le altre. Cerchiamo una candidata donna in grado di avere uno sguardo di genere. E che sia attenta al diritto alla salute e all'autodeterminazione femminile senza dimenticare i diritti delle donne immigrate, rispetto alle cui comunità gli amministratori tendono a rivolgersi, sempre, solo tramite rappresentanti maschili (e spesso religiosi). 
I servizi sociali sono stati falcidiati da decenni di tagli e oggi è prioritario ridare loro efficacia; il che significa attenzione e risorse. E riguardo all'aborto: è una grande tragedia, ma la sua gravità si è drasticamente ridotta proprio grazie all'introduzione della legge 194 sulla maternità. Poiché il problema, tuttora aperto, non si risolve fingendo che non esista, e aprendo la strada agli aborti clandestini, vogliamo una decisa difesa della 194 e sforzi per la sua effettiva attuabilità. Cerchiamo una candidata donna che dia la giusta importanza alle implicazioni dell'industria del sesso, dalla violenza che esercita, al potere che dà alla criminalità, allo spaventoso peso che esercita nella corruzione. Una candidata che si batta per leggi e servizi contro la tratta (quali il telefono di soccorso alle prostitute schiave falciato nel 2010 dal Governo Berlusconi), per garantire la tutela delle vittime della prostituzione coatta, nel rispetto dell'autodeterminazione delle donne. Cerchiamo una candidata che abbia davvero a cuore l'equità di genere, la lotta alle persecuzioni contro le donne (come per esempio mutilazioni, ergastoli di stoffa e matrimoni forzati, che ormai sono un problema anche nei nostri paesi), la lotta a ogni tipo di discriminazione sessuale, il diritto a un registro delle unioni civili che non sia fondato sul "modello unico" di famiglia. 
• EDUCAZIONE, ISTRUZIONE E INFORMAZIONE
Dove va un paese in cui la scuola e la ricerca sono state fatte a brandelli, l’università spogliata ed esautorata e in cui, nei programmi scolastici, nessuno spazio hanno il senso civico, né la parità di genere, né l’educazione affettiva, né l’educazione ambientale? Dove va un paese in cui la televisione pubblica non coltiva in nessun modo la cultura, e nemmeno una corretta informazione, e contribuisce anzi a nutrire i cervelli della gente, dei bambini, dei ragazzi, di spazzatura consumistica e sessista? Dove va un paese che offre ai suoi bambini e adolescenti solo sogni individualistici, competitivi e vacui, basati su modelli irraggiungibili che spingono milioni di ragazzi ai deliri alimentari e all’anoressia? Nel burrone, dove infatti sta andando l’Italia. 
Vogliamo una candidata impegnata seriamente contro tutto questo, e per la promozione di una cultura empatica, che includa rispetto per sé e per l’altro, inclusi gli animali e l’ambiente con ogni forma vivente.
• LO STRETTO INTRECCIO FRA CRISI ECONOMICA, AMBIENTE, LAVORO E CONDIZIONE FEMMINILE
Cerchiamo una candidata donna che sia consapevole che la crisi economica non si risolve con gli stessi metodi che l'hanno causata: il sistema economico deve essere ripensato in chiave sostenibile e di equità. La salvaguardia ambientale e la tutela della salute non sono "optional": devono essere al primo posto in agenda, produrre una serie di direttive precise pensate non solo per risolvere emergenze, ma anche per generare ricchezza; e da subito. 
A maggior ragione considerato che l'Italia si colloca, nella classifica della sostenibilità sociale e ambientale degli Stati, fra gli ultimi posti (insieme a paesi come Romania, Bulgaria, Brasile, Sudafrica), subito prima di India, Russia, Cina ed Egitto. Cerchiamo una candidata capace di valorizzare il contributo femminile all'economia, e dunque di aprire a modelli di sviluppo nuovi: più equi e volti a creare prosperità e a garantire seriamente la sopravvivenza alle generazioni future. Ricordando che un fattore decisivo di crescita è proprio il lavoro delle donne: è dimostrato che incentivare la partecipazione e il lavoro femminili è una conditio cruciale per ottenere una vera crescita culturale ed economica.
Cerchiamo una candidata donna che proponga soluzioni esattamente contrarie a quelle dei Corrado Passera, che propongono altri passi nel burrone, come "trivellare l'Italia perché il futuro è nel petrolio". Dal burrone ci si allontana solo incentivando l'economia sostenibile, a partire dal riciclaggio totale dei rifiuti e dal loro recupero come materie prime seconde; dalla viabilità a basso impatto ambientale; da sistemi di controllo sulle industrie agroalimentari; da adempimenti efficaci per le industrie agli antipodi rispetto al sistema attuale di corruttele conniventi e ricattatorie in cui affondano le istituzioni che dovrebbero rendersi garanti della tutela ambientale. E applicando una politica decisa sulle energie alternative: che esistono! ma vengono ignorate perché dove c'è petrolio c'è guerra, e dove c'è guerra c'è business dei pochi contro l'interesse di tutti. Vogliamo una candidata che metta al primo posto una visione di insieme capace di creare un'inversione di tendenza.
• PARTITI SENZ'ANIMA E PERDITA DI CREDIBILITA'
I politici che vogliono vederlo hanno bene sotto agli occhi che la gente non è stufa genericamente di "partiti" e/o di particolari persone. Siamo stufi, fino all'esasperazione, di un modo di far politica che ormai non gabba più nessuno.
Lo vediamo, ormai fin troppo bene: che programmi, alleanze e modo di legiferare sono un enorme sforzo collettivo di burocrati, compromessi gli uni con gli altri, tesi a salvaguardare gli interessi propri e dei loro settori, con rispettivi feudatari, vassalli e valvassori. E' inutile dunque dilungarsi su qualcosa che emerge anche da tutti i punti precedenti. Vogliamo una candidata onesta e determinata che sia spinta, prima di tutto e sopra ogni cosa, da spirito di servizio, e dunque capace di agire in modo indipendente. Una candidata che non abbia paura di sfidare davvero gli intrichi di alleanze che, promettendo (o negando) potere, rendono inefficace ogni vera azione di cambiamento.

Se troveremo una candidata così, dunque, e se la voteremo, non voteremo necessariamente “il suo partito”: voteremo LEI, perché lei ci avrà convinte di essere capace di fare invertire rotta alla politica, includendo il suo stesso partito.
Se la voteremo, voteremo LEI perché ci saremo convinte di poter mettere in lei le speranze di un cambiamento.

E questo, è un nostro tentativo di sintesi di tutto quanto emerge da mesi di serrato dibattito fra donne impegnate ai più vari livelli, e a diverso titolo, e con diversi orientamenti politici, decise a difendere i propri interessi e diritti, ma anche i diritti di tutti e il bene del paese.

4 commenti:

  1. sono andata a cercare la candidata a cui fate riferimento nel link, la Laura Puppato, e se penso alle cose che ha fatto e che dice mi piace molto, si vede che è seria, e per ora altre candidate decenti non si vedono
    non sa comunicare però, mi sembra :(
    grazie del post, non avete dimenticato proprio niente
    Ciao Annalaura

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    1. non direi che proprio non sa comunicare: si esprime chiaramente e senza giri di parole, il che è già molto, e chi è attento ai contenuti apprezzerà quelli. Vero che non ha un tono da comizio, e di questi tempi la gente è troppo abituata a essere assordata.. ma speriamo si faccia sentire lo stesso.

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  2. abbiamo visto nell'ultimo vostro post, quello di ieri sulla risposta di Laura Puppato alla lettera ai partiti, che questa candidata sta dimostrando anche in campagna elettorale quello che emerge anche dalla sua storia politica: CAPACITA' DI ASCOLTO..
    Quindi speriamo davvero che mandi risposte anche a questo "message in a bottle".
    Siamo in tante già decise a sostenerla, per la competenza e l'onestà che sembra garantire; unico grande dispiacere: ancora quasi nessuno la conosce! urge far partire il tamtam della rete. A cominciare da noi.. ora vado a fare un post :)))

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  3. Come dicono Donne-e-basta nel loro commento, a quanto pare Laura Puppato la capacità d'ascolto ce l'ha davvero, parte di quel rispetto, riguardo alle richieste dei cittadini/elettori (che ha giustamente definito i suoi "datori di lavoro") necessario a prendersi anche la briga di dare risposte.
    Infatti, invece di ignorare i nostri spunti (come fanno sempre tutti), ci ha scritto, cosa di cui la ringraziamo. E ci ha scritto quanto segue:

    “I sette punti di riflessione in realtà sono collegati e non dovrebbero far parte solo di un programma di genere. Ma quando vedo gli sprechi della malapolitica, sento ancora più forte l'esigenza di equità che proviene dalle donne che lavorano e che subiscono più di tutte il rigore della crisi; la domanda di legalità che giunge dalle sindache della Locride; l'esigenza di contrastare la violenza nei confronti del mondo femminile; l'importanza di implementare le politiche per la famiglia (senza fare inutile retorica su questo termine)”. Laura Puppato

    Nel frattempo, più andiamo a fondo, e più siamo liete di constatare che la sua storia stessa, quello che ha fatto fino qui, i punti fermi che pone nella sua campagna elettorale, dicano che questi sette punti le siano ben presenti da sempre.

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